TRUSTMARK … servono veramente o sono oggetti da collezione?
L’utilizzo dei trustmark all’interno dei negozi di e-commerce - devo essere sincero - non mi ha mai affascinato. Anzi, il mio atteggiamento nei loro confronti è sempre stato tiepido, se non refrattario. Ma cosa sono i trustmark? Sono quei piccoli o grandi loghi - rilasciati ad esempio da enti certificatori o associazioni di categoria - che vengono incollati nelle pagine dei negozi on line al fine di rassicurare i potenziali clienti.
Un’illuminante articolo apparso in questi giorni su Econsultancy cerca di fare un po’ più di luce sull’argomento. Sulla base di analisi e pareri autorevoli emerge che i navigatori sono alla continua ricerca di rassicurazioni durante le proprie scelte d’acquisto (soprattutto su siti poco conosciuti) e che i siti “certificati” presentano un tasso di conversione superiore a quelli che non lo sono (quantificato in un 12% circa)
A questo punto dovremmo allora correre tutti a riempire i nostri siti di rassicuranti badge? In mio soccorso per fortuna arriva il Dr Mike Baxter che alla fine del post afferma come i trustmark siano uno soltanto dei fattori che ingenerano fiducia; non bastano da soli ma bisogna prestare la massima attenzione a tanti altri aspetti, quali l’usability, le descrizioni dei prodotti, le informazioni, le recensioni dei clienti, la good reputation. Insomma, per il momento non diventerò un collezionista di loghi

